BioPower in Tuscany Newsletter, 23 marzo 2015


Progetto BioPower in Tuscany
Scenari di utilizzo integrato ed efficiente della biomassa all’interno del sistema energetico toscano
In questa newsletter viene riassunto lo svolgimento del seminario del progetto BioPower in Tuscany tenutosi a Pisa presso Enel il 18 marzo 2015.
Vengono inoltre presentati un focus sulla sostenibilità a scala territoriale della filiera biomassa a scopo energetico in Toscana e un estratto dell’analisi condotta in merito alla valutazione dell'impatto sulla qualità dell'aria dei differenti scenari presi in esame durante lo svolgimento del progetto.
La nota conclusiva introduce il prossimo seminario e visita guidata del progetto.
Seminario del progetto presso Enel a Pisa del 18 marzo 2015
Il seminario "Progetto BioPower in Tuscany: utilizzo integrato ed efficiente della biomassa all’interno del sistema energetico toscano – Risultati conclusivi", si è tenuto lo scorso mercoledì 18 marzo presso l'Auditorium di Enel S.p.A. a Pisa.
Durante il seminario i partner del consorzio hanno presentato i risultati conseguiti nel corso delle attività svolte durante il progetto BioPower in Tuscany.
Dalle presentazioni e discussioni è emerso che nel territorio toscano ci sono senza dubbio ottime opportunità per lo sviluppo e la crescita della produzione energetica da biomassa.
Dal punto di vista tecnologico esistono ancora molte frontiere da esplorare, che permetterebbero una più vasta (in termini di quantità e tipologia) utilizzazione di questa risorsa ancora sottoutilizzata nel nostro territorio.
Dall’analisi di diversi modelli di business sono inoltre emersi scenari incoraggianti che evidenziano l’appetibilità, dal punto di vista economico, dell’utilizzo della biomassa a scopi energetici, soprattutto nell’ottica di sfruttamento della cogenerazione.
Dal punto di vista ambientale, i risultati relativi all’impatto sull’aria (in termini di PM10) sono confortanti, in quanto sia per lo scenario di riconversione di una grande centrale sia nel caso della generazione distribuita, sono inferiori ai limiti di legge.
A fianco di queste opportunità, sono emersi anche rischi e criticità legate agli aspetti tecnici, finanziari e procedurali. Dalle presentazioni è infatti emersa una certa complessità della gestione dei progetti da parte delle imprese e degli imprenditori.
Un ulteriore problema che ancora sussiste è legato all’accettabilità sociale degli impianti a biomassa, problema che rende urgente una mirata campagna di sensibilizzazione e d’informazione ai cittadini sul tema delle biomasse.
E’ infine intervenuta la Dott.ssa Montagni della Regione Toscana che ha illustrato le nuove direttive previste dal Piano Energetico Ambientale Regionale. Interessanti opportunità si rilevano per il settore della biomassa soprattutto in termini di produzione del calore e interventi di efficienza energetica.
Le presentazioni disponibili sono scaricabili alla pagina web http://www.biopowerintuscany.it/cms/?page_id=119
Clara Uggè, ETA- Florence Energie Rinnovabili

    
La sostenibilità a scala territoriale della filiera biomassa a scopo energetico in Toscana: ipotesi alternative di sviluppo di grandi impianti e di generazione distribuita
Il lavoro svolto in ambiente GIS ha permesso di valutare l’impatto in termini economici, energetici, delle emissioni di gas ad effetto serra e delle ore di lavoro associato a due sistemi alternativi di approvvigionamento della biomassa forestale sotto forma di cippato: il primo implementato su larga scala, con il conferimento della biomassa presso la Centrale di Tor del Sale (Piombino), e il secondo costituito da molteplici impianti di cogenerazione di piccola taglia.
Le categorie di impatto esaminate sono state valutate ipotizzando diversi scenari di approvvigionamento che hanno previsto, come scenario di riferimento, la cippatura della sola biomassa residua delle lavorazioni forestali e, come scenario alternativo, l’utilizzo sia dei residui che degli assortimenti principali del bosco ceduo (legna da ardere), prevedendo in questo caso che le condizioni di mercato della biomassa da energia consentano di formulare tale ipotesi.
Inoltre, sono stati addottati due diversi criteri di allocazione degli impatti: il primo criterio prevede che costi ed impatti derivati da abbattimento, esbosco e allestimento siano allocati tra l’assortimento principale e il cippato; nel secondo, tali impatti sono attribuiti interamente all’assortimento principale, assumendo che i residui forestali non siano propriamente un co-prodotto della lavorazione del bosco, ma che costituiscano un materiale di scarto. In questo caso al cippato sono stati attribuiti costi e impatti, limitatamente alla sola operazione di cippatura.
Parte degli impatti è dovuta ad aspetti quali la pendenza delle aree boschive e la distanza interposta tra esse e le vie di accesso, fattori che condizionano il livello di accessibilità del bosco stesso. Allo scopo di classificare l’accessibilità dei boschi, le aree forestali dell’intera regione Toscana, suddivise in celle di 100 m di lato, sono state classificate in tre categorie: aree agevolmente accessibili, quelle difficilmente accessibili e quelle non accessibili. Alle due prime sono state associate tipologie specifiche di cantieri forestali, idonei alle specifiche condizioni di lavoro che tali livelli di accessibilità impongono.
Oltre a stimare l’intensità degli impatti determinati dall’accessibilità dei boschi e dalla produttività ad ettaro su base annua, sono stati calcolati gli impatti dovuti al trasporto su strada della biomassa fino al punto di utilizzazione. È stato quindi necessario, per lo scenario della cogenerazione diffusa, determinare l’ipotetica localizzazione degli impianti. A questo proposito sono stati selezionati all’interno della regione 55 siti produttivi (aree artigianali-industriali), ritenuti idonei alla localizzazione degli impianti. Infine, prevedendo di ridurre gli impatti dell’approvvigionamento, ogni area forestale della regione è stata assegnata in maniera univoca ad uno dei siti produttivi in base alla minore distanza di trasporto e in questo modo, le aree forestali che conferiscono ad un determinato sito hanno costituito il bacino di approvvigionamento.
Lo studio ha permesso di determinare un’offerta potenziale pari a 570.000 t s.s. annue di biomassa forestale residua, che sale a oltre 2.200.000 t s.s. annue se si considera anche l’assortimento principale del bosco ceduo. I risultati in termini di impatti hanno mostrato un’ampia variabilità in funzione dei criteri di allocazione adottati, del grado di accessibilità del soprasuolo forestale e della distanza ai centri di conferimento della biomassa.
Giorgio Ragaglini e Ricardo Villani, CRIBE-Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna


    
Nell’immagine è riportata la localizzazione ipotetica degli impianti di cogenerazione di piccola taglia e le distanze crescenti di trasporto (dal rosso al verde) della biomassa all'interno dei bacini di approvvigionamento.
Valutazione dell'impatto sulla qualità dell'aria dei differenti scenari di riutilizzo efficiente delle biomasse ad uso energetico
Sono state analizzate le emissioni e l'impatto su tutto il territorio regionale Toscano delle principali emissioni (polveri, NOx e SO2) derivanti dallo sviluppo di un piano di utilizzo efficiente e sostenibile delle biomasse per la generazione di energia elettrica e termica, in funzione dei differenti scenari di riutilizzo sviluppati all’interno del Progetto. In particolare, per ogni scenario sono stati considerati gli impatti diretti (impianto di conversione energetica) e gli impatti indiretti (produzione, trasporto, trattamento, della biomassa)
Per la valutazione degli impatti sulla qualità dell’aria è stato utilizzato il codice di calcolo CALPUFF Model System, integrato con i processori: Calmet (meteorologico), Calpuff (dispersione in atmosfera) e Calpost (post-processing). Questi strumenti hanno permesso la ricostruzione in 3D del campo di vento sul territorio regionale Toscano sulla base del quale è stato possibile modellare quantitativamente la concentrazione in aria di NOx, SO2, CO e PM10, dovuti alle emissioni dirette e indirette, in particolare in corrispondenza dei siti di maggior interesse. I risultati ottenuti mostrano che per tutti gli scenari considerati nel Progetto, gli impatti sulla qualità dell’aria nelle zone limitrofe agli impianti, sia per le polveri sia per le sostanze gassose, sono praticamente trascurabili, soprattutto se confrontati con i valori (correnti) misurati dalla rete di monitoraggio regionale e con i limiti di qualità dell’aria definiti dalla legislazione in vigore.
Nell’immagine è riportata la griglia delle stazioni virtuali di valutazione della qualità dell’aria utilizzate nel codice Calmet.
Giancarlo Potenza, Enel Ingegneria e Ricerca


    
Seminario e visita guidata presso TEA a Montescudaio (Pisa), il 26 marzo 2015
Il seminario "I risultati delle prove sperimentali di un impianto di gassificazione innovativo" e la relativa visita guidata all’impianto in esame si terranno a Montescudaio (Pisa) giovedì 26 marzo p.v. presso la sede di Coop TEA in via di Poggio Gagliardo 12..
Durante il seminario verranno introdotte le varie tematiche inerenti l’implementazione e l’utilizzo dell’impianto oggetto della visita.
L’agenda aggiornata del seminario e la scheda di registrazione possono essere consultate e scaricate alla seguente pagina del sito web del progetto http://www.biopowerintuscany.it/cms/?page_id=154
Stefano Capaccioli, ETA-Florence Energie Rinnovabili

    
Il progetto Biopower in Tuscany mira allo sviluppo della produzione di energia da biomasse forestali e agricole nel territorio regionale secondo due scenari di utilizzo: cogenerazione distribuita sul territorio per la produzione combinata di calore ed energia elettrica e riconversione a biomasse di impianti di generazione elettrica convenzionali di grande taglia, seguendo i criteri della sostenibilità e della massimizzazione dell’efficienza nell’uso delle risorse.
Il progetto è cofinanziato dal Bando unico Ricerca e Sviluppo anno 2012 del POR CReO della Regione Toscana, linea d’intervento 1.5 a.
BioPower in Tuscany progetto finanziato nell’ambito del Bando Unico Ricerca e Sviluppo – anno 2012 della Regione Toscana, programma operativo POR CReO FESR 2007-2013