Definizioni utili per i temi trattati e nel progetto

Ai fini del progetto Biopower in Tuscany si considerano le seguenti definizioni:

Energia da fonti rinnovabili

energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, bio­massa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas.

[fonte: Direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23  aprile 2009]

 Biomassa

la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, compresa la pesca e l’acquacoltura, gli sfalci e le potature provenienti dal verde urbano nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.

[fonte: Direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23  aprile 2009]

 Combustione

la combustione di biomasse è un complesso processo che prevede una serie di reazioni chimiche il cui risultato finale è l’ossidazione del carbone a CO2 e dell’idrogeno ad acqua. Quando una biomassa viene gradualmente scaldata ad elevate temperatura, dopo una prima fase di essiccamento, rilascia una serie di composti volatili. E’ questa la fase di devolatilizzazione o pirolisi. I gas rilasciati incontrano quindi l’ossigeno dell’ambiente circostante e la combustione avviene, almeno inizialmente, in fase gassosa. Si forma così un residuo carbonioso estremamente deidrogenato non più in grado di rilasciare composti volatili. Il suo consumo avviene per ossidazione eterogenea prodotta dall’ossigeno che reagisce con il carbonio residuo.

[fonte: http://www.leap.polimi.it/leap/images/Documenti/Documenti_Ecate/R2_3_7.pdf]

Gassificazione 

può essere definita come la conversione termochimica di un combustibile solido o liquido in un gas, attuata mediante la presenza di un agente gassificante ed altri reagenti (aria/ossigeno e/o acqua/vapore) conducendo ad una sua parziale combustione. Il processo nel complesso è formato concettualmente da tre fasi: una prima fortemente esotermica di combustione, una seconda di pirolisi ed infine la conversione del carbonio in gas (CO, H2, CH4; gassificazione propriamente detta).

[fonte: http://didattica.dma.unifi.it/WebWrite/pub/Energetica/EMT1_05_matdid/gassificazione0506.pdf]

Co-firing

al fine di ottimizzare gli impianti a carbone, è possibile utilizzare la biomassa come combustibile complementare al carbone. Il cofiring consiste nella sostituzione di una porzione di carbone con biomassa da utilizzare nella stessa caldaia dell’impianto preesistente. Ciò può essere fatto miscelando la biomassa con carbone prima che il combustibile venga introdotto nella caldaia o utilizzando alimentazioni separate per il carbone e la biomassa. In base al tipo di caldaia e al sistema di alimentazione impiegato, la biomassa può sostituire fino al 15% del carbone in questa operazione di cofiring.

[fonte: ENI, http://www.eniscuola.net/it/energia/contenuti/biomassa/left/produzione-di-energia/gassificazione/]

Cogenerazione

produzione combinata di energia elettrica e calore in uno stesso impianto. La produzione combinata può incrementare l’efficienza di utilizzo del combustibile. La produzione combinata presuppone la possibilità di utilizzare il calore in prossimità del luogo stesso di produzione. In generale, infatti, trasmettere il calore a grande distanza non è tecnicamente realizzabile, a causa soprattutto dell’elevata dissipazione che si avrebbe durante la trasmissione. Per questo motivo, gli impianti di cogenerazione sorgono di solito in prossimità di utilizzatori termici.

[fonte: GSE, http://www.gse.it/it/EnergiaFacile/guide/Energiaelettrica/Biomasse/Pages/default.aspx]

 Impianto alimentato da biomasse

è l’insieme degli apparati di stoccaggio, trattamento e trasformazione del combustibile (tra cui se presenti i gassificatori), dei generatori di vapore, dei forni di combustione, delle griglie e di tutti i gruppi di generazione (gruppi motore-alternatore), dei condensatori, della linea di trattamento fumi, del camino, e, quando ricorra, delle opere di presa e di scarico dell’acqua di raffreddamento e delle torri di raffreddamento.

[fonte: DM 6 luglio 2012]

Teleriscaldamento o teleraffrescamento

la distribuzione di energia termica in forma di vapore, acqua calda o liquidi refrigerati, da una fonte centrale di produzione verso una plu­ralità di edifici o siti tramite una rete, per il riscaldamento o il raffreddamento di spazi o di processi di lavorazione.

[fonte: Direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23  aprile 2009]

 

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